progetto educativo (POF)

Il piano dell’offerta formativa (POF) dei tre livelli scolastici (primaria, secondaria di I e II grado) viene formulato e aggiornato ogni anno dal Collegio dei docenti tenendo presente il progetto culturale – di cui si riporta una sintesi – come punto di riferimento.

 

1. Il rilievo assegnato alla formazione culturale

La cultura è l’orizzonte di senso da cui la persona guarda al mondo e in base al quale orienta le proprie scelte; il progetto formativo mira a mettere gli alunni in relazione con il patrimonio culturale europeo in modo da promuovere in loro una forte identità e si prefigge inoltre di manifestare “una premurosa attenzione agli orientamenti della scienza e del pensiero contemporanei” ai quali guarda con atteggiamento aperto e positivo.

La crescita culturale avviene, infatti, attraverso una riflessione attenta, adeguata all’età, sui contenuti di studio per rapportarli costantemente alla vita personale, familiare e sociale. L’acquisizione di una solida cultura si accompagna negli studenti ad un progressivo affinarsi della capacità di relazione.

Lo studio è inteso come ricerca della verità e promuove dunque un atteggiamento di onestà intellettuale, la consapevolezza della vastità del sapere e dei limiti dell’intelligenza umana, l’esigenza di una disciplina interiore e il valore del dialogo, la ricerca dell’unità tra gli esiti delle diverse materie.

 

2. Una linea culturale in accordo con i tempi

La linea culturale è in armonia con il sistema educativo e ne è l’espressione più significativa.

Nel contesto attuale, e in genere, si ritengono come prioritari gli approfondimenti in merito al valore della persona, della famiglia, della femminilità e della mascolinità; si indicano come tappe necessarie dello sviluppo dell’interiorità: l’affabulazione per l’età infantile, l’incontro con il mito classico per la preadolescenza, la conoscenza e il dominio dei linguaggi, compresi quelli massmediali, per l’adolescenza, e l’approccio critico alla realtà contemporanea tramite lo studio dell’estetica e dell’epistemologia, per educare le nuove generazioni di studenti liceali alla vera bellezza e al valore e ai limiti del sapere scientifico.

 

3. La dimensione orientativa e il bene comune

Gli alunni che seguono questa linea culturale, in particolare se non la interrompono nel corso dei 13 anni di scuola, riescono gradualmente a valorizzare la cultura europea riconducendola al suo fondamento greco-latino e giudaico-cristiano; riscoprono il valore della memoria, anche a livello familiare interessandosi alla storia della propria famiglia, consapevoli che anche loro sono protagonisti di una storia unica e irripetibile dove entra in gioco la libertà personale; si rendono conto dell’importanza di riscattare la scienza e la tecnica da uno scarso riferimento all’uomo e al suo destino; apprendono a “leggere” i mass-media e a valutarli in modo critico; imparano che la conquista della verità è difficile e comporta fatica e determinazione; si abituano, perciò, ad un lavoro costante, ordinato e ben fatto.

La scoperta del possibile accesso ad una chiave interpretativa della realtà, sempre più adatta alle esigenze attuali, apre in loro, col passare del tempo, orizzonti di significato e di impegno e li motiva a guardare alla società contemporanea con l’idea di poter condividere con altri questo bene.

Gli studenti che compiono il percorso dei loro studi secondo questi orientamenti possono diventare quella “minoranza creativa”, di cui l’Europa ha bisogno per essere ricondotta alle sue radici.

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